Rimpianti e soddisfazioni dei disoccupati rispetto al proprio percorso di studi.

Secondo un sondaggio quasi la metà dei disoccupati, avendone la possibilità, sceglierebbe un percorso di studi differente. Il questionario, proposto da Linkedln e ZipRecruiter, si impegna nel comprendere quale ambito di studio sia considerato più appetibile dai lavoratori.

La scelta del percorso di studi

Per un ragazzo che si approccia al mondo universitario la scelta dell’area a cui dedicarsi rappresenta un passaggio fondamentale. In questa decisione confluiscono una pluralità di fattori, dalle aspettative familiari e sociali alle ambizioni personali, che possono rivelarsi in contrasto tra di loro. La domanda che però più o meno tutti gli studenti si sono posti almeno una volta riguarda gli sbocchi lavorativi offerti dal proprio percorso.

Linkedln e ZipRecruiter, blog statunitense, si sono posti la stessa questione. Per provare a trovare una risposta, i due siti si sono rivolti direttamente ai lavoratori, o meglio, ai disoccupati. La domanda posta è stata molto chiara: “Se potessi tornare all’Università, sceglieresti la stessa carriera?”. Se pur con percentuali leggermente diverse, i risultati esprimono un risultato abbastanza chiaro.

Lo studio di ZipRecruiter

Il sito specializzato sul mondo lavorativo ha proposto un questionario ai propri lettori attualmente disoccupati. I risultati evidenziano che il 44% degli intervistati cambierebbero il proprio percorso di studi, seppur con marcate differenze settoriali.

Tra i corsi maggiormente bocciati dai disoccupati primeggia su tutti giornalismo, con l’87% di intervistati che non confermerebbe la propria scelta. Sul podio dei peggiori siedono poi sociologia e le materie umanistiche con il 72%. Presenti in graduatoria anche percorsi inaspettati, come studi medici, scienze politiche e marketing.

Meno rimpianti per gli studenti di scienze informatiche: il 72% rifarebbe la stessa scelta. Stessa percentuale anche per il percorso in criminologia, appena dietro ingegneria con il 71%. Presenti anche i settori legati all’economia, come amministrazione d’impresa e finanza, ed ambiti sociali come infermieristica e psicologia.

Il sondaggio di Linkedln

Seppur in maniera meno approfondita, anche il sondaggio proposto dal noto social presenta un esito simile. Alla domanda, che prevedeva solo un possibile “si” o un “no”, il 38% ha risposto che, anche potendo, non cambierebbe il proprio percorso di studi, confermando il trend positivo.