Parità salariale: l’Unione Europea approva la direttiva

Nella seduta plenaria di Giovedì il Parlamento Europeo ha approvato una direttiva sulla parità salariale tra donne e uomini. Il testo rientra in una serie di provvedimenti di largo campo volti a potenziare il mercato occupazionale, in particolare quello femminile.

La discussione al Parlamento

La direttiva sulla parità salariale adottata in settimana a Bruxelles mira a colmare il divario retributivo di genere in Europa. Nel vecchio continente infatti, a parità di mansione, una donna guadagna, in media, il 13% in meno rispetto ad un suo collega uomo. Il testo, presentato dalla danese Kira Marie Peter-Hansen e l’olandese Samira Rafaela, è stato approvato con 427 voti in favore, 79 contrari e 76 astenuti.

Favorevolmente al testo hanno votato tutti i gruppi dell’area di sinistra. Particolarmente incalzante il gruppo “The left” che, tramite la propria portavoce, ha invocato non solo la necessità di un uguaglianza salariale, ma anche di un generale aumento retributivo. Maggiori dubbi sono invece stati avanzati dai partiti più conservatori, non tanto sul merito del testo quanto più sulla forma.

Maggiori tutele al lavoro femminile

Il testo sulla parità di retribuzione rappresenta una mossa importante per affrontare un problema che persiste da troppo tempo in Europa: le donne guadagnano ancora meno degli uomini per lo stesso lavoro o lavoro di pari valore. Secondo i dati della Commissione europea, il divario salariale di genere nell’Unione Europea è del 14,1% e si traduce in una perdita di reddito per le donne di circa 16,2 miliardi di euro all’anno.

Il Parlamento Europeo chiede agli Stati membri di adottare politiche per eliminare il divario salariale di genere e di aumentare la trasparenza salariale, oltre a rafforzare l’applicazione delle norme sulla parità di retribuzione. Ciò significa che gli Stati membri dovranno adottare misure per garantire che le donne abbiano lo stesso accesso degli uomini a lavoro di pari valore, e che ricevano una retribuzione equa e trasparente per lo stesso lavoro svolto.

Inoltre, la risoluzione invita la Commissione europea a presentare proposte per la creazione di un quadro giuridico europeo per garantire la parità di retribuzione tra uomini e donne e per monitorare e valutare il progresso raggiunto dagli Stati membri verso l’eliminazione del divario salariale di genere.

I vantaggi tuttavia non riguardano solo le lavoratrici. Tra le altre misure previste si riconosce ai lavoratori il diritto a ricevere informazioni sulla retribuzione nella loro categoria di lavoro. Vengono poi previste sanzioni contro i datori di lavoro che non rispettano la parità di retribuzione, e si obbligano le aziende a intervenire quando il divario retributivo di genere è superiore al 5%.

“Noi siamo qui oggi perchè ci battiamo contro la discriminazione salariale, contro l’abuso di potere, e perchè l’equità salariale non dovrebbe essere solo un principio fondante dei nostri trattati, ma anche una realtà sul campo”

Kira Marie Peter-Hansen