Donne e disoccupazione: come è andato il 2020

Articolo in collaborazione con Giacomo Marini

Negli ultimi giorni è circolata la notizia che il 98% delle persone che nel 2020 hanno perso il lavoro a causa della pandemia siano donne.
Analizzando i dati Istat emerge però che questo dato si riferisce unicamente al mese di dicembre 2020 e non all’intero anno solare.

Cosa dicono i dati

Risultano infatti 101mila le persone che hanno perso il lavoro nell’ultimo mese dell’anno scorso. Di queste, 99mila sono donne.
I dati relativi all’intero anno solare non sono ancora stati pubblicati dall’Istat e verranno resi noti soltanto a marzo. Sono però disponibili i dati provvisori, frutto di un calcolo approssimativo, relativi ad ogni mese del 2020.
Da questi emerge che dei 444mila occupati in meno registrati in Italia in tutto il 2020, il 70% è costituito da donne.

Un dato comunque grave

La percentuale di donne che hanno perso il lavoro a causa della pandemia risulta quindi inferiore al 98%, come diffuso sui social.
Si tratta comunque di un dato importante che sottolinea quanto la situazione sia sbilanciata. Il problema si presenta nel caso in cui, dopo l’iniziale lettura di una percentuale come quella del 98%, le persone potrebbero essere portate a sottostimare il dato reale, che risulta comunque estremamente grave.

Donne e lavoro: una situazione già precaria

A gennaio 2020 le donne rappresentavano il 42% circa degli occupati in Italia.
Il gender pay gap, ovvero la differenza tra il salario medio percepito dalle donne e quello percepito dagli uomini, è a livello mondiale intorno al 20% (dato leggermente più basso in media in Italia, ma più alto in alcuni settori).
Inoltre, i contratti lavorativi che coinvolgono le donne risultano più precari rispetto a quelli degli uomini. Le occupazioni femminili sono generalmente meno stabili, come il part-time, e in settori più fortemente colpiti dall’attuale crisi, quali quello domestico o dei servizi.

Non sorprende quindi che siano proprio le donne a subire gli effetti maggiori della disoccupazione a seguito dall’emergenza sanitaria in corso.
Ma il 2020 sta in realtà solo amplificando quella che era una situazione già instabile e sbilanciata prima della pandemia.

Vittime non solo le donne, anche i giovani

Il calo dell’occupazione coinvolge non solo le donne ma anche i giovani, spesso impegnati in contratti a termine e meno tutelati dai licenziamenti.
Nel 2020 la disoccupazione tra gli under 24 è aumentata dell’1,3%, arrivando quasi al 30% di disoccupati.
Aumentano inoltre i neet, ovvero i giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano, non lavorano e non cercano un’occupazione.